UN VIAGGIO, UNA SCELTA E UN’ESPERIENZA PER LA VITA DI MOLTI
“Un sì detto è vita per molti” è la frase che ho sempre portato nel cuore dopo la mia esperienza in Brasile come Laica Fidei Donum, un concetto evangelico che mi è stato donato nella formazione in preparazione alla partenza ed è poi diventato per me uno stile di vita.
Così è stato anche quando ho accettato di fare da tutor a Marta Filippi, giovane di vent’anni di Cadidavid che ha scelto di spendere un anno della sua vita con la gente e a servizio della missione diocesana di Verona in Guinea Bissau a Bafatà. Marta ha conosciuto la realtà guineana durante il viaggio estivo del 2024 e un giorno, mentre eravamo sedute insieme sotto la veranda della casa dei volontari di Cafal, mi ha detto: “E se io volessi tornare qui per un anno?”
Il sogno di Marta è così diventato ben presto realtà dopo essere stato condiviso al rientro dall’esperienza con il centro missionario e con l’equipe dei missionari in Guinea, costituita da due sacerdoti Don Lucio Brentegani e don Andrea Mattuzzi e dalla coppia di laici Flora Massari e Giulio Leso, i quali hanno accolto con entusiasmo questa sua voglia di mettersi a servizio, dando vita a un progetto costruito su misura per lei grazie alla “Convenzione della Cei per Giovani Laici (18-35 anni) in esperienza di formazione e servizio missionario”.
E così ho lasciato Marta all’aeroporto di Bologna il 4 novembre, in questi mesi ci siamo sentite spesso e ora è stata lei a venirmi a prendere a quello di Bissau per la mia visita di verifica dell’esperienza. Insieme a lei, don Andrea Mattuzzi, sacerdote fidei donum veronese e amico con il quale Marta condivide le giornate e io il ruolo di accompagnatrice. Che Marta sia un ponte tra mondi e generazioni me ne sono resa conto appena mi sono svegliata al Seminario Maggiore di Bissau, nemmeno il tempo di capire dove mi trovavo ed ecco che Antonio, seminarista guineano conosciuto in questi anni e diventato ben presto anche amico di Marta, mi dice: “Don Andrea ti ha dato la carta da firmare?” ancora nell’abbraccio del saluto gli chiedo di che documento si tratti e lui: “Quello per far rimanere Marta cinque anni!” Che tutti le vogliano bene diventa evidente ogni volta che incontriamo qualcuno, dal rettore del seminario di Bissau ai bambini della scuola di San Daniele Comboni a Bafatà: Marta è una di famiglia, in soli quattro mesi ha imparato il criolo e si è lasciata coinvolgere dalle occasioni che la vita quotidiana le ha messo davanti. Al mattino segue con passione le attività della scuola che sta nascendo nella missione e in cui ha attivato insieme ad un giovane della parrocchia un appoggio pomeridiano, due volte a settimana, per aiutare i bambini nell’apprendimento. Nel resto della giornata è a servizio della vita della parrocchia e delle persone che la abitano affiancando Don Andrea e il seminarista Eusebio nelle varie attività ma soprattutto vivendo la semplicità dello stare nella quotidianità della gente che incontra, tessendo le relazioni che sono la vera ricchezza dell’esperienza. Insomma, il viaggio dentro e fuori di sé è appena iniziato ed è già ricco di tante persone incontrate e cose imparate, tante altre ce ne saranno da scoprire per lei e per tutti noi, perché oltre alla sua di esperienza c’è anche la nostra. Ciascuno di noi, vicino o lontano, grande o piccolo, italiano o guineano, sta crescendo grazie allo sguardo di Marta, lei forse ancora non lo sa ma il suo “Sì” è davvero vita per molti.
Francesca Frapporti
La convenzione giovani
La convenzione per Giovani Laici (18-35 anni) in esperienza di formazione e servizio missionario, prevede la possibilità per i giovani di questa fascia di età, di inserirsi nelle missioni diocesane e negli organismi legati alla Focsiv che vogliano aderire a questo progetto. Si tratta di un servizio di volontariato gratuito, coperto da assicurazione, che è volto alla formazione del giovane che liberamente partecipa alla vita della missione inserendosi nel servizio che più si avvicina alla sua sensibilità. Durante l’esperienza il giovane è seguito quotidianamente da un accompagnatore locale e da un tutor in Italia che garantiscono il buon andamento dell’esperienza sotto tutti i punti di vista, da quelli più pratici e concreti a quelli più intimi ed emotivi perché possa essere veramente un anno di formazione e di crescita nel servizio verso gli altri che diventa nutrimento per sé stessi e per le comunità da una parte e dall’altra del mondo.
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