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ALLA SCOPERTA DEL POPOLO FILIPPINO

La testimonianza di Federico Aldrighetti

Quante cose abbiamo da imparare da ogni persona che incontriamo e ancor di più quando incontriamo un popolo e una cultura nuova. Dopo venti anni trascorsi in India, da un anno ora mi trovo nella comunità del Focolare nelle Filippine, in una delle isole centrali chiamata Cebu. Quando si arriva in un paese come le Filippine, che vede ogni anno partire migliaia di persone, come succede un po’ anche in India, per trovare un lavoro con l’aspirazione di una vita più dignitosa, può venire il desiderio di parlare di cose che non vanno. Ma cose che non vanno ne vediamo ovunque e anche troppe, quindi mi soffermerò sulle ricchezze che ho trovato.  In Italia oramai un po’ tutti conosciamo o almeno vediamo in giro nelle nostre città dei filippini, magari negli ospedali come infermieri, nelle nostre case o in tanti altri lavori dove sono sempre molto apprezzati.  Intanto quello che subito si nota è la gioia. Sorridere, scherzare, prendersi in giro amichevolmente, stare in compagnia, ritrovarsi con tutti i parenti, con i colleghi di lavoro, della scuola...ogni scusa è buona per far festa, gioire e soprattutto mangiare assieme, ma prima sempre pregare.  Una caratteristica che mi piace molto è il fatto che i filippini non si arrabbiano quasi mai, non che siano dei santi nati, ma culturalmente alzare la voce è una cosa che non si deve fare, anzi chi perde la pazienza diciamo che è quello che ‘perde’. Per me è un grande insegnamento. Ovviamente ci sono lati positivi e negativi anche in questo. Ma per un italiano che ogni tanto si scalda, magari per poco, fa un effetto particolare. Interessante è il rapporto con le persone che passano all’altra vita. Minimo si fa una settimana di preghiera, con delle veglie, messe, rosari, dove tutti passano a salutare. Ci sono delle sale apposta per questo. Certo ha anche dei costi alti a volte, perché si dà da mangiare a tutti, però è un bellissimo momento di aggregazione. Inoltre il campo santo non è un luogo di morte, ma si va con la famiglia a novembre e si rimane lì anche a mangiare. Come se chi è passato all’aldilà fosse ancora li a condividere la vita con gli altri. Un’altra bellissima particolarità è che la casa è sempre aperta e c’è sempre posto per tutti, piccola o grande che sia. Non solo, se arrivano i parenti per Natale ad esempio, la gente arriva addirittura a indebitarsi per ospitarli nel modo migliore possibile. E anche sempre aperta alla vita! Ci sono tantissimi bambini e ancora tante famiglie numerose.

Certamente, un’altra cosa che si nota anche in Italia è la loro religiosità. Qui tutto parla di cristianesimo. La religione è molto importante e parte integrante della vita delle persone. Spesso anche al lavoro si inizia assieme con delle preghiere, o leggendo le letture del giorno. In tanti luoghi ci si ferma per l’Angelus a mezzogiorno. Nei centri commerciali ci sono le cappelle dove si celebrano le messe regolarmente e la Chiesa, i sacerdoti, sono un punto di riferimento molto importante per le persone.  Queste sono così semplicemente alcune cose, viste con i miei occhi. Ma sempre di più mi rendo conto di quanto è importante imparare ad apprezzare le culture diverse dalla mia e soprattutto iniziando a far mio il bello che c’è in ogni persona che incontro durante la giornata.

Federico Aldrighetti

Focolarino nelle Filippine

Missio Verona Onlus

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